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Come funziona Google Ads, spiegato semplice a chi deve decidere

Google Ads è semplice nel principio e complicato nei dettagli. Qui il principio, con quello che ti serve sapere per decidere.

In breve. Google Ads mostra il tuo annuncio a chi cerca su Google le parole che scegli, e ti fa pagare solo quando qualcuno clicca. Il prezzo del clic si decide in un'asta tra gli inserzionisti, corretta dalla qualità dell'annuncio. Per un'attività locale servono: parole chiave giuste, annunci pertinenti, una pagina che convince e il tracciamento delle richieste.

Il team di Consulente Ads · Pubblicato il 25 settembre 2026 · Aggiornato il 25 settembre 2026 · Lettura 5 minuti

Come funziona Google Ads, spiegato semplice a chi deve decidere

L'idea in una frase

Qualcuno cerca "elettricista Padova" su Google. Nella pagina dei risultati, prima dei risultati normali, compaiono fino a quattro annunci con la scritta "Sponsorizzato". Uno di questi può essere il tuo. Se la persona lo clicca, paghi; se lo vede e non clicca, non paghi nulla. Tutto Google Ads, per un'attività locale, è questo.

L'asta: chi compare e quanto paga

Per ogni ricerca Google fa un'asta istantanea tra gli inserzionisti interessati a quella parola. Non vince chi offre di più: vince chi ha il prodotto migliore tra offerta e qualità. La qualità (punteggio da 1 a 10) misura se l'annuncio è pertinente alla ricerca, se viene cliccato spesso e se la pagina di arrivo è coerente. Il prezzo che paghi è appena sopra quello che serve a battere chi sta sotto di te. Quindi: con annunci fatti bene paghi meno dei concorrenti e stai sopra.

Le parole chiave

Sono le ricerche per cui vuoi comparire. Le scegli tu, con tre livelli di precisione. Esatta: compari solo per "elettricista Padova" e varianti strette. A frase: compari per ricerche che contengono quella frase ("elettricista Padova urgente"). Estesa: Google decide da solo cosa è "simile" e ti mostra anche per "corso elettricista" o "elettricista stipendio". L'estesa è quella predefinita ed è il motivo per cui molti account nuovi sprecano metà del budget.

Poi ci sono le parole chiave negative: quelle per cui non vuoi comparire mai. "Gratis", "corso", "lavoro", "fai da te". Una lista di negative ben fatta vale quanto una buona lista di parole chiave.

Gli annunci

Tre titoli e due descrizioni (Google ne combina fino a 15 e 4, mostrando le combinazioni migliori). Più le estensioni: numero di telefono cliccabile, link a pagine del sito, frasi brevi ("Preventivo gratuito", "Intervento in giornata"), indirizzo, immagini. Un annuncio con tutte le estensioni occupa il doppio dello spazio e viene cliccato di più.

La pagina di arrivo

Dopo il clic, la persona arriva su una pagina del tuo sito (landing page). Qui si decide se chiama o se ne va. Una buona pagina: parla esattamente del servizio cercato, ha il telefono in alto e cliccabile, dice quanto costa (almeno "da"), mostra recensioni e foto, ha un modulo di tre campi, si carica in due secondi dal telefono. Google Ads porta la persona fin qui; da qui in poi è tutto tuo.

Il tracciamento

L'unico modo per sapere se la campagna rende è contare le richieste: chiamate dal sito, chiamate dall'annuncio, moduli, messaggi WhatsApp. Si fa con un piccolo codice sul sito (Tag Manager) e con il monitoraggio chiamate di Google. Senza, sai solo quanti clic hai comprato, non quanti clienti. E Google, senza conversioni, non può ottimizzare le offerte verso chi chiama.

I tipi di campagna

Ricerca: annunci di testo su Google quando qualcuno cerca. È quella che porta richieste per i servizi locali, e da cui si parte sempre. Shopping: schede prodotto con foto e prezzo, per chi vende online. Display: banner sui siti, per remarketing (mostrare l'annuncio a chi ha già visitato il sito) più che per acquisizione. YouTube: video, per notorietà. Performance Max: Google decide da solo dove mostrare; utile per e-commerce con dati, pericoloso per un artigiano senza controllo. Locale / profilo Google: annunci sulla mappa.

Cosa paghi, a chi

Due voci separate. Il budget pubblicitario lo paghi a Google, con la tua carta, sul tuo account: sono i clic. La gestione la paghi a chi costruisce e segue la campagna, se non lo fai da solo. Un'attività locale spende in totale 500-1.500 € al mese. Il budget lo puoi fermare in qualsiasi momento.

Cosa serve per partire

Un account Google Ads a tuo nome (gratis). Un sito o almeno una pagina di destinazione. Un telefono a cui qualcuno risponde. Un budget per almeno tre mesi. Chiarezza su cosa vendi, dove e a quanto. E qualcuno che guardi l'account ogni settimana: Google Ads non si imposta e si dimentica. Se vuoi capire quanto costerebbe e cosa porterebbe nel tuo caso, chiedi l'analisi gratuita.

Domande frequenti

Compaio anche se non pago di più dei concorrenti?

Sì, se il tuo annuncio è più pertinente. La qualità conta quanto l'offerta.

Posso fare Google Ads da solo?

Impostarlo sì, in un pomeriggio. Gestirlo bene richiede un'ora a settimana e una certa esperienza: la maggior parte degli account fai-da-te spende il 40-50% in clic inutili.

Google Ads è la stessa cosa della SEO?

No. La SEO porta traffico dai risultati gratuiti, nel tempo. Google Ads compra visibilità subito. Si integrano.

Se smetto di pagare, sparisco?

Sì, istantaneamente. Per questo per il lungo periodo si lavora anche su SEO e profilo Google.

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